Sabato 25 settembre ore 21:00

LE GATTOPARDE

l’ultima festa prima della fine del mondo

uno spettacolo Nina’s Drag Queens

di  e con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia,
Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò

regia Ulisse Romanò
drammaturgia collettiva guidata da Lorenzo Piccolo
costumi Daniela Cernigliaro
scene Maria Spazzi
musiche e suono Gianluca Misiti
luci Luna Mariotti

Produzione Aparte Soc. Coop.| Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano Teatro Metastasio di Prato | Emilia Romagna Teatro Fondazione

Una commedia rumorosa e danzante, un valzer in cui si mescolano sacro e profano, letteratura e canzonetta, barocco siciliano e pop scatenato.

Chi sono le Gattoparde? Ultime esponenti di una classe nobile (leggi: intellettuale) in via di estinzione, oppure creature multiformi e spudorate, che attraversano i tempi cambiando pelle e pelliccia? Rivoluzionarie o reazionarie? O ancora, forse, figure nuove, alla vigilia di un cambiamento epocale, proiettate verso un futuro più tangibile e necessario delle stelle del Principe di Salina?

In uno spazio scenico essenziale, le drag queen si offriranno alla vista, smaccate ed eccessive, più che mai creature ibride, caratterizzate da una compresenza di segni maschili e femminili, avvolte da canzoni e impegnate in interminabili danze.

Il nostro spettacolo è una grande festa cui è invitato tutto il paese: un ballo lungo tutta una vita e tutta una Storia, un eterno e ciclico presente che non trova sbocchi, la trappola di una bellezza mortale che addormenta le coscienze, una continua rivoluzione mancata.

Questo non è un adattamento del Gattopardo, ma un’invenzione, un ragionamento scenico, una follia in forma di teatro. Guardando il nostro passato (nazionale, culturale e personale) e guardando il presente (continuamente risospinto nel passato) cerchiamo un altrove: se non il futuro, la possibilità di immaginarlo. Alla ricerca di uno spettacolo che sia libero, proprio come la Carrà, che si liberò dal giogo della lacca con i suoi famosi colpi di testa.

Le Gattoparde è stato commissionato da Antonio Latella per la Biennale Teatro 2020, il cui tema di indagine era la censura.