Quarta Edizione della rassegna “Ringrazia che sono una signora” spazio di riflessione e approfondimento sulle tematiche legate all’’universo femminile per porre attenzione, sui talenti, sui desideri e purtroppo sulle difficoltà e sulle vessazioni che ancora oggi, troppo spesso, la donna subisce.

La rassegna è programmata a partire dal mese di novembre quando si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne e cerca di offrire al pubblico, appuntamenti dedicati alle donne, con linguaggi artistici diversi interpretati da artisti/e di fama nazionale.

L’immagine coordinata di questa edizione è stata realizzata da ROBERTO BALLESTRACCI

Figlio di baristi, Roberto Ballestracci viene concepito tra i tavoli del bar Sport di Cassano d’Adda e nasce in una notte buia e tempestosa il 20 marzo 1977 a Treviglio nella ruggente, operosa e anche un po’ velenosa Brianza.
Nel ‘78 decide improvvisamente di trasferirsi a Rimini trascinando con sé tutta la famiglia, con gravi ripercussioni sul loro bilancio economico. Sono gli anni Ottanta, Roberto scopre di saper disegnare e lo fa su carta, tavoli, armadi, divani per la gioia di mamma Luigia. Frequenta in maniera brillante e decisamente costante elementari e medie per poi iscriversi al liceo artistico statale P. L. Nervi di Ravenna, dove in maniera brillante e decisamente incostante riesce a diplomarsi con una tesi sulla morte (sic!). Intanto le estati riminesi lo hanno trasformato in cameriere, barista, animatore e ballerino acrobatico. Prova ad entrare all’ISIA di Urbino e, non si sa come, ci riesce. Nella città ventosa scopre la tipografia, la fotografia, la grafica e l’ospitalità dei bar del Montefeltro. Completa il ciclo di esami, tuttora rimane indeciso sul fatto di dare o no la tesi.
Torna a Rimini e inizia a collaborare come grafico in diversi studi. Contemporaneamente si ricorda di sapere disegnare e tenta svariate mostre nel capoluogo adriatico con diverse fortune. Spesso si ritrova a disegnare dal vivo accompagnando gruppi musicali, attori nelle loro perfomances. Tuttora il Ballestracci si divide tra disegno, comunicazione, grafica, didattica e servizio ai tavoli.
Nel 2013 fonda con gli amici Andrea Valentini e Alberto Romanotto lo studio 15>19 che si occupa di comunicazione nelle più svariate sfaccettature.
Dal 2020 gigioneggia spensierato tra matite e pennarelli con il collettivo becoming x e per la fantasmagorica rivista Basito.