VANAGLORIA

La moltiplicazione infinita delle possibilità a nostra disposizione quando siamo online, dove possiamo dire, mostrare, guardare, ascoltare, essere, desiderare, corteggiare e comprare praticamente chiunque e qualunque cosa, cambia radicalmente il modo in cui interpretiamo noi stessi e interagiamo con gli altri, influenzando le nostre abitudini e, in definitiva, le nostre tentazioni.

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Infarciamo i nostri profili social dei migliori contenuti possibili tentando di sublimare la nostra esistenza in una timeline che possa essere invidiata dagli altri almeno quanto noi invidiamo le timeline altrui. Per farlo usiamo pratiche comunicative assorbite dal mondo dell’arte e dello spettacolo che assediano il nostro quotidiano: l’estetica dell’arte è progressivamente esondata nel mondo della pubblicità, dello sport, della politica, della scienza, fino a raggiungere praticamente tutti gli ambiti della realtà. Un processo che ha inglobato il pubblico stesso trasformandolo da massa di spettatori tendenzialmente passiva in moltitudine creativa in grado di produrre compulsivamente contenuti di ogni tipo.

 

L’utilizzo delle nuove tecnologie pone anche un altro interrogativo sull’impatto catastrofiche l’industria elettronica ha avuto sull’ambiente negli ultimi decenni con pratiche comuni di consumismo sconsiderato.