Venerdì 15 novembre ore 21:00
DESERTO DIGITALE
creazione dedicata alla ricerca musicale di Edgard Varèse
regia e coreografia: Nicola Galli
danza Alessandra Fabbri, Nicola Galli, Paolo Soloperto
musica Edgard Varèse
testi liberamente ispirati agli scritti di: Edgard Varèse, Alice Miller, Gilles Clément, Marcel Proust
scenografia: Giulio Mazzacurati
video e costumi di Nicola Galli
tecnica Giovanni Garbo
produzione: Fondazione Musica per Roma, TIR Danza, Fondazione Teatro Grande di Brescia, stereopsis
con la collaborazione di: L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Teatro Petrella di Longiano
residenza artistica: L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Teatro Petrella (Longiano), Capotrave/ Kilowatt
con il sostegno di: h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza / Leggere Strutture Art Factory, Centro di Residenza (Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)
con il contributo di: Regione Lombardia nell’ambito di NEXT 2018-2019 della Toscana
Progetto vincitore del Premio Equilibrio 2018
Deserto digitale è una composizione coreografica dedicata alla rivoluzionaria ricerca musicale di Edgard Varèse e ispirata alla composizione Déserts.
Il percorso sperimentale del compositore, basato sulla spazializzazione e inclusione dei suoni, diviene il cuore pulsante della creazione, immaginata come un rituale visivo e onirico conteso tra sospensione, violenza e catarsi.
La creazione presenta un ambiente asettico e sintetico nel quale un immaginario paesaggistico rivela il deserto inteso come territorio sconfinato e condizione esistenziale.
“Se ti dico la parola deserto, cosa vedono i tuoi occhi?”
Questa domanda accoglie lo spettatore per poi condurlo in un conturbante e viscerale viaggio sensoriale, una sorta di lente di ingrandimento che svela la scena come un universo caleidoscopico in costante cortocircuito.
Un’atmosfera irreale e psichica, densa di gestualità, suoni e colori avvolge lo spazio e guida tre figure umane generando un atlante figurativo che mette in luce progressivamente la natura introspettiva dell’animo umano.
Deserto digitale, nella sua accezione di spazio fluido e immateriale, si mostra come un orizzonte geometrico, tascabile, e apre una breccia nella desolata condizione umana raccontando la rivolta silenziosa delle emozioni latenti per la sopravvivenza dell’individuo.
Spettacolo accolto e sostenuto in fase di ricerca e produzione da “Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi – Progetto di accoglienza e residenza per creazioni coreografiche” condiviso da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e Teatro Petrella di Longiano.